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La Sicilia 5/12/2019 Convegno Corecom. “Informazione, serve legge di riforma. Fake news, edicole e giovani i punti cardine”

«Informazione, serve una legge di riforma»
Convegno Corecom. “Fake news”, edicole e giovani i punti cardine
05/12La Sicilia(pag. 15)
Sezioni: Corecom Sicilia
Contenuto: Palermo. «Per contrastare la crisi dell’ editoria in Sicilia serve una legge di riforma del sistema informativo locale». E’ la proposta della presidente del Corecom, prof. Maria Astone, fatta nel corso del convegno «Indagine AgCom 2018 e stato dell’ informazione in Sicilia. Quali regole?», nella sala Mattarella dell’ Assemblea regionale siciliana su iniziativa del Corecom Sicilia, dell’ Agcom, della Regione Siciliana e dell’ Ars. Astone ha sottolineato che «a prescindere dagli interventi per il settore dell’ informazione previsti nella legge nazionale di Bilancio, il sostegno all’ editoria di prossimità spetta anche alle Regioni». La Sicilia, ha aggiunto Maria Astone, ha «poteri legislativi e amministrativi per la tutela del sistema radiotelevisivo e dell’ informazione. Bisogna superare l’ attuale legge regionale, la 24/2013 rimasta parzialmente inattuata, attraverso una legge di riforma capace di promuovere l’ intero settore». La presidente del Corecom Sicilia ha poi messo in evidenza la possibilità di «fare ricorso ai fondi europei in base a quanto stabilito dalla politica di coesione 2021-2027 Ue già approvata. Tra le priorità di investimento, infatti, c’ è anche il sostegno alle piccole e medie imprese, e tra queste quelle creative come le aziende editoriali. La Regione Siciliana deve cogliere l’ opportunità offerta dal Fesr per attivare contributi utili all’ editoria locale. Per questo si dovrebbe istituire una unità operativa ad hoc negli uffici dell’ assessorato regionale alle Attività produttive che segua progetti e istanze». Si potrebbero finanziare così giovani imprese innovative e favorire l’ innovazione tecnologica di emittenti televisive o radiofoniche, anche on line, stampa quotidiana e periodica locale già esistenti. L’ accesso agli incentivi dovrebbe essere legato anche all’ assunzione di giornalisti, alla stabilizzazione dei precari e al rispetto dell’ equo compenso.Tra gli interventi anche quelli del vice presidente della Regione Siciliana Gaetano Armao e del commissario Agcom Antonio Nicita.«Anche la promozione della comunicazione istituzionale negli enti pubblici regionali, nei Comuni e nelle province – ha spiegato Astone – può essere favorita con una norma che preveda una voce obbligatoria dedicata all’ informazione negli affidamenti di appalti pubblici». Secondo la presidente del Corecom Sicilia, altri capitoli di possibili interventi sull’ editoria potrebbero poi riguardare la formazione, inserendo tra le attività didattiche nelle scuole di un insegnamento dal titolo “Informazione sociale, politica, economica”; attivando progetti sulle fake news e la prevenzione dei fenomeni di ludopatia e cyberbullismo; il finanziamento di progetti culturali e di inclusione delle emittenti televisive regionali; il sostegno alle edicole.«Il ripristino del valore del lavoro giornalistico sotto ogni profilo, non solo economico, ma anche sociale e morale, è oggi passaggio fondamentale per ogni iniziativa legislativa – nazionale o regionale – nel settore dell’ informazione». L’ ha detto Alberto Cicero, presidente dell’ Assostampa siciliana, intervenendo al convegno. «A fronte di una società sempre più interconnessa – ha aggiunto – il lavoro giornalistico rischia di assumere un ruolo sempre più marginale. Invece, ogni analisi di settore, da quella fatta dal Corecom Sicilia al recente intervento del sottosegretario Martella in Commissione affari costituzionali del Senato, confermano l’ esistenza di una importante richiesta di informazione di prossimità che non va delusa e che può essere un segmento di mercato da sfruttare riportando così il lavoro giornalistico al centro del sistema informazione». «Bisogna comprendere bene quale direzione seguire per supportare l’ editoria siciliana. Sarebbe opportuno mettere le idee a confronto, prima di redigere un disegno di legge specifico» ha affermato invece il presidente dell’ Ars, Gianfranco Miccichè.

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